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Questa di Marinella e' la storia
strana, che una mattina si sveglio' puttana, e un giovin che la vide
cosi' bella senti' rizzarsi, a un tratto, la cappella.
Tu eri verginella, eri pudica,
ti ritrovasti un cazzo nella fica; tu eri bionda, avevi gli occhi
belli e ti arrivo' uno schizzo tra i capelli.
Duro come una pietra era l'uccello
che il giovin si puliva col mantello, e mentre s'asciugava col
maglione, lui ti metteva in mano un bel decione.
Furon chiavate e furono pompini,
poi furono soltanto ditalini, poiche' il bel giovin piu' non ti
chiavava, gia' stanca alfine era la sua fava.
E mentre un'altra volta ci
provava, lo scolo, chissa' come, si beccava, e lui, che non credea
fossi gia' rotta, lecco' cent'anni ancora la tua potta.
Questa e' la canzone di Marinella,
seguisti il bel mestier di tua sorella, e quando la tua fica fu una
fogna finisti in un casino di Bologna.
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